il suono di Istanbul….

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I suoni di Istanbul sono tantissimi:quelli dei venditori che chiamano i clienti raccontando meraviglie delle lore merce,la sirena dei battelli,il canto dei gabbiani,i clacson delle migliaia di macchine…ma il vero suono,quello che colpisce,che richiama all’ordine,quello che incanta,che scandisce la giornata,stupisce,a volte disorienta,è il suono piu potente,piu magico,quello che ti porta via…o che ti ricorda dove sei. Un canto,una preghiera, così viscerale,che pervade tutto. si insinua anche dove non la si vuole, racchiude tutto, ti imprigiona. è il richiamo dei Muezzin.  

L’adhān, o Azan arabo: أَذَان‎, è la chiamata islamica alla preghiera, di norma fatta dal muezzin.

Muezzin (in lingua araba “Mu‘adhdhin”, مؤذن, e in turco “müezzin”) è, nella liturgia islamica, l’incaricato di salmodiare cinque volte al giorno (composto di notte e dì) dal minareto il richiamo (adhān) che serve a ricordare l’obbligo di effettuare validamente la preghiera islamica della Salāt.

La formula dell’adhān è nel sunnismo:

  1. Allāhu Akbar (Iddio è Sommo) (4 volte, 2 per il Malikismo)
  2. Ašhadu an lā ilāh illā Allāh (Attesto che non v’è dio se non Iddio) (2 volte)
  3. Ašhadu anna Muhammadan Rasul Allāh (Attesto che Muhammad è l’Inviato di Dio) (2 volte)
  4. Hayya ˁalā al-salāt (Orsù alla preghiera) (2 volte)
  5. Hayya ˁalā l-falāh (Orsù alla salvezza) (2 volte)
  6. Allāhu Akbar (Iddio è Sommo) (2 volte)
  7. Lā ilāh illā Allāh (Non v’è dio se non Iddio) (1 volta).

Gli orari delle preghiere cambiano secondo la posizione del sole, cio’ vuol dire che cambiano di qualche minuto ogni giorno a causa del movimento della nostra terra attorno al sole. Esistono cinque preghiere nell’Islam che si devono essere recitate ogni giorno in ben definiti archi di tempo; all’alba, a mezzogiorno, a meta’ pomeriggio, al tramonto e quando cade la notte, scandendo così il ritmo dell’intera giornata. 

  1. La prima preghiera e’ quella dell’alba (salatu-l-fagr in arabo). Il suo tempo inizia alla prima alba e termina poco prima del sorgere del sole.
  2. La seconda preghiera e’ quella del mezzogiorno (salatu-l-zuhr). Il suo tempo inizia dal momento in cui il sole incomincia la sua declinazione dallo zenit verso occidente e termina nel momento in cui l’ombra gettata da un corpo e’ lunga il doppio dell’altezza del corpo che la proietta.
  3. La terza preghiera e’ quella del pomeriggio (salatu-l-assr). Il suo tempo inizia quando termina il tempo di salat-l-zuhr e termina poco prima del tramonto del sole.
  4. La quarta preghiera e’ quella del tramonto (salatu-l-maghrib). Il sup tempo inizia quando il sole e’ calato sotto l’orizzonte e ha termine quando tutta la luce solare e’ scomparsa dal cielo.
  5. La quinta preghiera e’ quella del calare del sole (salayu-l-iscia). Il suo tempo inizia al calare delle tenebre e finisce alla meta’ della notte.

Ogni adorazione e’ valida se eseguita nel suo tempo giusto, e’ preferibile eseguire la preghiera nella parte iniziale del tempo. Ma se uno salta una preghiera per motivi non dipendenti da lui/lei, allora tale preghiera puo’ essere recuperata pregando nel fuori orario.

L’adhān sintetizza gli insegnamenti dell’Islam, sui quali l’intera struttura teologica di questa fede si basa, e che possono essere sommariamente riassunti così:

  1. credo dell’unicità di Dio;
  2. Dio è l’unico creatore e signore dell’universo e nessuno può condividere questa sua sovranità;
  3. Maometto è il suo profeta e l’unico interprete della sua volontà;
  4. nell’Islam non conta l’aspetto materiale della realtà ma il suo significato spirituale, cosicché la salvezza può essere ottenuta con la purificazione dell’anima. La purificazione può essere raggiunta solo con l’osservanza rigorosa e consapevole dei precetti di Dio, Allah: la preghiera è il più importante di questi precetti;
  5. la maggiore aspirazione di ogni musulmano è mirare a una vita di eterna felicità.

Lo scopo principale dell’adhān è, pertanto, quello di rendere comprensibile a ognuno la missione dell’Islam e fare comprendere a ogni credente e non credente la sostanza della fede islamica e i suoi scopi spirituali.

In Turchia, dopo l’instaurazione, nel 1923, della repubblica e a seguito delle riforme volute da Ataturk, si pose il problema della lingua da usare per l’adhān, ossia se continuare a usare l’arabo, liturgicamente più corretto, o il turco per renderne più comprensibile il significato ai fedeli non arabofoni.

Un comitato formato da esperti religiosi, accademici e di linguisti, appositamente organizzato nel 1932, deliberò la legittimità canonica dell’uso della lingua nazionale in materia liturgica, imponendo, così, l’uso del turco per l’adhān.

Questa nuova pratica liturgica durò fino al 16 luglio 1950 quando il governo Menderes abrogò il bando dell’adhān in turco e istituì l’arabo come lingua liturgica.

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