BOSFORO E I SUOI PONTI

Standard

bosforo

Se cè una singola cosa che spiega l’istantanea bellezza di Istanbul è sicuramente il Bosforo. Il favoloso stretto d’acqua che passa dal Mar Nero al Mar di Marmara, passando attraverso il centro della città e dividendo l’Asia dell’Europa.

E’ l’aspetto del Bosforo che definisce la città di giorno in giorno visto che il colore del cielo si riflette nelle sue acque per poi proiettarsi di nuovo sul cielo.

Molta della vegetazione e molte delle favolose vecchie case che una volte erano sulla riva sono ore sparite da tempo, ma negli ultimi anni hanno visto nascere una passeggiata lungo tutta la via dello stretto, attraendo tutti i tipi di residenti amanti del divertimento.

COME IL BOSFORO HA PRESO IL SUO NOME

Secondo l’antica mitologia greca, il nome Bosforo, significante “il passaggio delle mucche”, deriva dalla sacerdotessa Io, la favorita di Zeus, Re degli Dei.

Spaventato dalla rabbia della sua gelosa moglie, Zeus trasformò Io in una mucca, ma Era fu più saggia di lui e mandò una mosca a seguire la povera Io che fu costretta a girovagare per la Terra per liberarsene.

Alla fine Io arrivò al Bosforo, che sin d’allora ha commemorato il suo passaggio. La storia ha un lieto fine, poichè quando arrivò in Egitto Zeus ebbe la decenza di farla tornare umana. In turco il Bosforo è chiamato in maniera molto meno creativa “bogaz” o “gola”.

992827_10201664857248452_1383315825_n

IL BOSFORO IERI E OGGI

All’inizio del 21esimo Secolo le spiagge del Bosforo sono costruite su quasi tutta la sua lunghezza. Per capire che aspetto avessero un centinaio di anni fa dovete immaginare la costa senza le sue strade e, al loro posto, una successione di piccoli villaggi, ville e palazzi separati da foreste accessibili solo tramite una barca. Oggi i villaggi potranno essere stati inglobati dalla periferia urbana, ma alcuni di loro sono ancora estremamente affascinanti.

“Ogni villa sul Bosforo sembra una tela appena dipinta, o una bella scenografia di un’opera.”

Don Juan di Lord Byron, 1821

GIASONE E GLI ARGONAUTI

Nella mitologia greca Giasone era il figlio del Re della Tessaglia,che fu usurpato da suo fratello.

Lo zio di Giasone disse al nipote che sarebbe potuto diventare Re egli stesso solo dopo aver riportato il Vello d’Oro da Colchide (probabilmente l’attuale Georgia) . Per riuscire nell’impresa Giasone radunò un gruppo di eroi, compresi Ercole e Teseo, e partì con una nave rinominata Argo, dal quale la compagnia prese il nome di Argonauti. Insieme viaggiarono su fino al Bosforo e attraverso le Simplegadi per raggiungere Colchide e recuperare il Vello attraverso ogni sorta d’avventura.

“Shakespeare deve aver avuto una visione del Bosforo quando scrisse la scena del giardino in Romeo&Giulietta!”

La Città del Sultano e le Maniere Domestiche dei Turchi di Julia Pardoe, 1836

20130805-132210.jpg

20130805-132342.jpg

20130805-132440.jpg

20130805-132702.jpg

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...