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imparare il turco??? siiiii! imparare-il-turco.blogspot.com

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volete imparare qualche parola della lingua turca? magari per ordinare un caffè o chiedere la fermata del bus? o semplicemente per arrivare la prima volta e avere la sensazione che ..”questo è giapponese!”? ho trovato un blog fantastico e super carino! Complimenti a Gabriele!

http://imparare-il-turco.blogspot.com/

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post sondaggio:cosa volete sapere su Istanbul?

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Ci sono tante cose da raccontare su Istanbul…pian pianino sto cercando di farlo,ma sarebbe bello sapere cosa vi incuriosisce di piu!

Oggi ho pubblicato un pò di info sul caffè…visto che mi avete chiesto voi.Altre richieste? scrivete qua sotto nei commenti e cercherò di accontentarvi!

Adry

Bir türk kahvesi lütfen!

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Il Turk kahvesi (in italiano:caffè turco) è un modo di bere il caffè.Sia nella sua preparazione,che nei rituali associati alla bevanda o nella forma di come riunisce le persone intorno ad un tavolo e coltiva l’amicizia.Il caffè turco è singolare.

Un pò di storia

La bevanda ha una storia lunga,che può essere testimoniata nel impacto che ha nella cultura e nel quotidiano turco.Questa importanza si riflette nella propria lingua,dove il caffè p usato per definire concetti.La parola turca usata per “piccolo pranzo”,cioè,il pranzo del mattino è “kahvalti” (letteralmente:prima del caffè),e il vocabolo usato per definire il colore marrone è “kahverengi”(letteralmente:il colore del caffè).

Il caffè è stato introdotto a Costantinopoli durante il sultanato di Solimano il magnifico,tramite il Pasa Ozdemir.Durante il suo mandato come governatore dello Yemen,Ozdemir ha preso gusto della bevanda,e l’ha presentata al Sultano.Presto è diventata la bevanda preferita del Palazzo imperiale,e di seguito di tutto l’impero.Diventando una bevanda bevuta da tutte le classe,ricchi e poveri,indipendentemente dal credo o provenienza,di cui le proprietà erano considerate mediche.
Con il risultato dell’importanza del caffè nel’impero,presto sono nati stabilimenti che offrivano caffè.

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preparazione e consumo

Gli “strumenti” necessari per preparare un caffè turco consiste in una piccola caffetiera stretta per bollire,chiamata cezve ,tradizionalmente di rame con impugnatura di legno.Oggigiorno esistono modelli molto piu moderni,incluso elettrici,e un cucchiaio.Gli ingredienti sono il caffè trittato finemente,acqua fredda e se volete lo zucchero (che va messo durante la preparazione!).A scelta durante la trittura del caffè si può aggiungere anche cardamomo.Sinbo-SCM-2928-Elektrikli-Cezve-Kahve-Makinesi__50512194_0images (2)

Il tutto da far bollire insieme almeno un paio di volte.è servito in tazzine uguali a quelle dello espresso italiano.Niente cucchiaini,perche lo zucchero è già stato aggiunto alla preparazione e dopo versato non si deve mescolare,perche rischiate di far girare la polvere che si deve invece depositare sul fondo della tazza.images

Infatti,prima di berlo aspettate un minuto o due,per fare appunto depositare sul fondo la povere.Bisogna smettere di berlo quando sentite la polvere in boca,lasciano sul fondo tutta la polvere.

E se poi pensate che sia complicato,che non avete la caffetiera giusta,no problem! ci ha pensato Nescafè! caffè turco istantaneo! 😉

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Lettura della fortuna

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Il fondo che rimane nella tazza dopo aver buvuto il caffè,può essere usato per leggere la fortuna.La tazza viene girata al contrario in modo che il fondo si espanda e raffreddi. Di solito,chi vi offre il caffè,il padrone di casa, è che vi legge il fondo dellla tazza.

Questo rituale si chiama kahve fali in turco.

Ethem Tezçakar Kahveci

Halicilar Sokak, the Grand Bazaar. Open Mon-Sat 9am-7pm

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Se volete assaggiare il miglior caffè turco del Gran Bazaar e forze di tutta Istanbul andate da Bekir! 

Un piccolo caffè tramandato di generazioni in generazioni dove bere il caffè fatto da chi se ne intende di caffè e di tradizioni! E se il caffè non lo volete,assaggiate il tè alla cannella o il çay! splendidi! (e magari mi troverete da quelle parti…. 🙂 ) 

Kurukahveci Mehmet Efendi Mahdumları

Tahmis Sokak & Halıcılar Caddesi Rustempasa.9:00-18:30 da lunedì a venerdì, 09:00-14:00 Sab

La migliore,la piu gettonata,la piu veloce torrefazione di caffè di Istanbul! preparatevi,cè la fila!

FOLHA DE S.PAULO:Cidades visíveis

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Cidades visíveis-

FOLHA DE S.PAULO

Redesenho urbano e criação de novos espaços públicos orientam maiores bienais de arte deste ano

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SILAS MARTÍDE

SÃO PAULO
Nos últimos meses, tratores vêm arrasando o centro antigo de Charjah, emirado vizinho a Dubai, para construir novos espaços de exposição. Em Istambul, está em debate a construção de uma nova ponte sobre o Bósforo, canal que separa a Ásia da Europa na metrópole turca.Veneza planeja erguer uma enorme torre de escritórios em sua zona continental, que pode ofuscar os canais com a sua sombra. Obras também tomam conta do cais do rio Guaíba, em Porto Alegre, que deverá virar um grande polo de lazer até a Copa de 2014.

Mais do que a transformação, essas cidades têm em comum o fato de receberem as maiores mostras de arte contemporânea deste ano.

De olho nas mutações de planos urbanos, curadores das bienais de Charjah, Veneza, Lyon, Moscou e do Mercosul, que acontece em Porto Alegre, estão escalando artistas que também veem no redesenho urbano e na criação de novos espaços públicos um motor para suas obras.

Tomando como base os pátios abertos da arquitetura árabe tradicional, a japonesa Yuko Hasegawa, que está à frente da próxima Bienal de Charjah, marcada para março, convidou artistas para ocuparem essas praças.

Um pavilhão transparente, de plástico e acrílico desenhado pelo escritório Sanaa, vencedor do prêmio Pritzker, estará numa delas. Sara Ramo, artista espanhola radicada no Brasil, fará uma instalação num andar inteiro de um banco agora desativado.

“Esses pátios são metáforas do espaço público”, diz Hasegawa à Folha. “São espaços que têm uma memória local ao passo que são atravessados por várias correntes históricas de migração.”

Esse trânsito de culturas também alimenta a próxima Bienal de Istambul, em setembro. “Há projetos que prometem mudar toda a cidade”, diz Fulya Erdemci, curadora da mostra turca. “A Bienal vai focar espaços que estão no limbo, perderam o propósito e aguardam novas funções, chamando artistas para discutir essas transformações.”

No caso, são ações marcadas para ocorrer em escolas, antigos tribunais de justiça, agências de correio e até portos desativados de Istambul.

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http://www1.folha.uol.com.br/fsp/ilustrada/93503-cidades-visiveis.shtml